Conoscere l'Ecomuseo Blera - necropoli Pian del Vescovo
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L'Ecomuseo è un soggetto istituzionale misto pubblico - privato.
La sua istituzione è stata promossa dall'Istituto Tuscia Rupestre, un'organizzazione a base associativa senza scopi lucrativi appositamente fondata, cui hanno aderito le comunità locali mediante atti pubblici.

E' retta da una Assemblea cui partecipano rappresentanti appartenenti sia al mondo delle istituzioni locali che di quello privato, associativo, professionale, imprenditoriale. Tale Assemblea, che si riunisce periodicamente, stabilisce democraticamente le linee di sviluppo locale sulla base e con l'ausilio di indicazioni fornite dal Comitato Scientifico dell'Istituto Tuscia Rupestre. La partecipazione alle attività assembleari è effettuata a titolo volontario e non prevede corrispettivi economici.

Alle attività ecomuseali sono chiamati a partecipare tutti coloro, enti, cittadini e associazionismo, che sono realmente interessati alla promozione del territorio e delle comunità che vi abitano, con le azioni deliberate dall'Assemblea e indicate dal Comitato Scientifico.

I fondi pervenuti all'Ecomuseo da donazioni, lasciti, finanziamento pubblico e privato sono gestiti esclusivamente per le attività di sviluppo locale intraprese dall'Ecomuseo.

E' data grande importanza alla creazione della rete territoriale ecomuseale in cui sono coinvolte amministrazioni locali e soggetti privati. Nella nuova programmazione europea 2014-2020 il partenariato tra enti e tra enti e privati è considerato uno dei criteri prioritari nella valutazione dei progetti presentati per l'accesso ai finanziamenti.

Nell'istituzione dell'ecomuseo, avvenuta alla fine del 2013, sono state coinvolte e hanno aderito dal primo momento le amministrazioni dei Comuni di Barbarano Romano, Blera, Capranica, Lubriano, Vejano, Vetralla e Villa San Giovanni in Tuscia.

La gestione delle attività ecomuseali e il coordinamento dei vari soggetti coinvolti in esse è affidata alla Cooperativa Sociale I SEMI.
La cooperativa gestisce le strutture ricettive e i servizi turistici del comune di Barbarano Romano, in cui si trova uno dei centri di interpretazione dell'area.

L'Ecomuseo prevede infatti la creazione di uno o più centri di interpretazione in ogni comune coinvolto, o il potenziamento di quelli esistenti mediante una maggiore caratterizzazione ecomuseale e museale.

L'Ecomuseo organizza periodicamente corsi di formazione per i giovani delle comunità locali, fornendo loro le informazioni necessarie e stimolando esperienze specifiche nelle tematiche legate alla conoscenza del territorio, del patrimonio culturale e tradizionale, dei valori ambientali.

L'Ecomuseo si doterà di una propria grafica coordinata in modo da rendere immediatamente riconoscibili la propria presenza e le proprie iniziative, sul territorio e altrove.

E' data grande importanza alla sinergia con i soggetti preposti allo sviluppo locale, istituzioni, istituti di credito, fondazioni, ritenuti interlocutori primari nelle dinamiche per lo sviluppo sostenibile.

Parimenti vengono considerati interlocutori privilegiati tutti gli operatori del sociale, del mondo inclusivo, della produzione dei prodotti agricoli di qualità biologici e biodinamici, soprattutto dell'agricoltura sociale.

L'Ecomuseo si prefigge lo scopo primario di conoscere, studiare, valorizzare, contribuire a tutelare tutte le risorse ambientali e culturali presenti sul suo terriorio, materiale e immateriali.

 

 

 

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